La struttura corretta si vede quando un documento viene ritrovato senza ricostruire ogni
passaggio.
La raccolta può iniziare da un contenitore unico per il materiale ancora da esaminare.
Mescolare subito documenti verificati e non verificati crea una seconda revisione,
spesso evitabile.
Dopo la lettura, ogni ricevuta viene associata a una categoria descrittiva e a un
periodo. La scelta deve essere abbastanza precisa da orientare la ricerca, ma non così
complessa da scoraggiare l’uso quotidiano.
Per i documenti digitali, il nome del file dovrebbe rendere riconoscibili almeno data,
esercente e funzione. Le immagini devono restare leggibili e collegate alla cartella
corretta.
La conservazione finale richiede una distinzione tra materiale necessario, materiale
utile per un periodo definito e copie prive di valore pratico. In caso di dubbio, è
opportuno chiedere una valutazione qualificata.
Un punto di partenza concreto
Sul tavolo resta uno scontrino piegato, quasi illeggibile. Il metodo di Tetcainbourlie parte da qui: separare i documenti, registrarne la data, associare ogni spesa a una categoria comprensibile e conservare ciò che serve per controlli successivi.